Lo stress fa ingrassare

Uno stato permanente di stress psicofisico provoca cambi ormonali che non vanno affatto sottovalutati. In primis l’aumento cronico dei livelli di cortisolo, l’ormone dello stress per eccellenza. Nonostante abbia un effetto lipolitico, gli effetti del cortisolo sul dimagrimento sono controversi mentre ben piú evidenti sono gli effetti deleteri sulla salute. E’ quindi bene cercare di tenere sotto controllo lo stress.

Punti salienti

  • Il cortisolo è il glucocorticoide più importante nell’uomo ed è stato ribattezzato l'”ormone dello stress” in quanto i suoi livelli aumentano tantissimo in seguito a stress psico-fisici sia acuti, ma soprattutto cronici.
  • Una delle funzioni più note del cortisolo é la stimolazione della gluconeogenesi, ma questo ormone agisce anche sul metabolismo proteico e lipidico.
  • In relazione al peso corporeo, anche se ha un effetto lipolitico che potrebbe far pensare a un suo effetto dimagrante, il cortisolo stimola la degradazione delle proteine muscolari ed extraepatiche, compromettendo la massa magra e indebolendo l’organismo.
  • Alti livelli cronici di cortisolo riducono infatti la massa muscolaree rallentano quindi il metabolismo basale. Pertanto, se nel breve termine puó associarsi a una iniziale perdita di peso, i chili persi spesso non sono rappresentati da grasso corporeo ma da massa muscolare e acqua. Il corpo quindi spende sempre meno calorie nel metabolismo basale.

Quando lo stress é permanente

Come spiegato in un articolo precedente,  un cervello e un corpo sottoposti a stress continuo vivono in una condizione di allarme permanente come se ci fosse sempre un pericolo di vita.

Si parla infatti di stress disfunzionale quando la risposta non si attiva in una situazione puntuale, di reale pericolo, bensí viviamo letteralmente in uno stato di allarme continuo.

Se sono teso per giorni o settimane intere, costantemente arrabbiato o nervoso o frustrato o se vivo un accumulo di preoccupazioni, ansia, apprensioni, difficoltà, il cervello registra queste situazioni come di minaccia costante, magari lieve peró cronica. Questo si traduce con un aumento dei livelli ematici di ormoni che aiutano a fornire energia immediata per la lotta o la fuga, che peró si mantengono elevati nel tempo e tendono a cronicizzare i loro effetti.

Durante la risposta allo stress si ha una attivazione del sistema nervoso simpativo con una serie di  cambi ormonali che sarebbero diretti ad affrontare al meglio un pericolo improvviso.

Principalmente, aumenta la secrezione di adrenalina e noradrenalina (risposta immediata), ACTH (ormone adrenocorticotropo prodotto dall’ipofisi) che a sua volta stimola il rilascio dei glucocorticoidi (risposta a lungo termine).  I glucocorticoidi, ormoni della famiglia dei corticosteroidi, sono prodotti principalmente nella corteccia surrenale dell’uomo e sono cortisolo, cortisone e corticosterone. Il cortisolo è il glucocorticoide più importante nell’uomo.

Grazie a questi cambi ormonali la frequenza cardiaca accelera, la pressione arteriosa aumenta dovuto a una azione di vasocostrizione per l’aumento di tensione muscolare, la respirazione diventa più veloce e meno profonda e il flusso sanguigno viene deviato dal centro del corpo al cervello (per pensare rapidamente) e agli arti inferiori e superiori, per avere energia disponibile per combattere o fuggire.

Molte persone hanno la sensazione che il cibo si paralizzi nello stomaco, e questo è davvero ciò che accade finché il corpo non esce dallo stato di “pericolo” e ritorna al normale funzionamento digestivo.

Il sistema nervoso simpatico costantemente attivato ha infatti una azione antagonista sulla funzionalitá gastrica. Si ha un blocco della peristalsi, si mantiene la produzione disucchi gastrici ma viene meno la produzione della pellicola che protegge la mucosa gastrica dalla loro aciditá, con aumento della probabilitá di sviluppare irritazioni, gastriti, dispepsia e ulcera peptica se lo stress si protrae nel tempo.

L’intestino sperimenta qualcosa di molto simile, per cui non c’è da stupirsi del fatto che vivere sotto stress porti a un aumento di gas, coliche, crampi o alvo alternato (alternanza di episodi di stitichezza e scariche diarroiche).

Altre sintomi ovvi sono per esempio episodi di cefalea di tipo tensivo (ex cefalea muscolo-tensiva) legata alla contrazione dei  muscoli cervicali e delle spalle e circolazione  con polaritá a livello cerebrale (flusso sanguigno deviato al cervello).

Vivere sotto stress porta a disturbi digestivi cronici come bruciore di stomaco, coliche intestinali, crampi o alvo alternato (alternanza di episodi di stitichezza e diarrea), cefalea di tipo tensivo, insonnia e un accumulo della percezione fisica e psichica della fatica.

Lo stress fa ingrassare?

Il cortisolo è il glucocorticoide più importante nell’uomo ed è stato ribattezzato l'”ormone dello stress” in quanto i suoi livelli aumentano tantissimo in seguito a stress psico-fisici sia acuti, ma soprattutto cronici.

In relazione al peso corporeo, il cortisolo esercita un ruolo per alcuni aspetti “positivo” e per altri “negativo”.

Effetti del cortisolo sul metabolismo dei carboidrati

  • Stimola la gluconeogenesi. Il cortisolo insieme agli altri glucocorticoidi stimola la biosintesi di glucosio nel fegato e nei reni, aumentando la velocità di sintesi fino a dieci volte di piú. Per fare ciò, il cortisolo aumenta la sintesi degli enzimi necessari a convertire i distinti sustrati glucoeneogenici in glucosio, nelle cellule del fegato. Ciò è dovuto all’effetto dei glucocorticoidi sull’aumento della trascrizione del DNA nei nuclei delle cellule epatiche a mRNA, che a loro volta vengono utilizzati per una maggiore sintesi degli enzimi necessari alla gluconeogenesi. Tutto ciò porterà ad un aumento del glicogeno nelle cellule del fegato.
  • Riduce l’utilizzo del glucosio nelle cellule. Il cortisolo produce questo effetto nelle cellule di tutto il corpo. Sebbene l’esatto meccanismo con cui agisce non sia del tutto chiaro, l’ipotesi più diffusa è che il cortisolo deprima l’ossidazione del glucosio una volta entrato nella cellula, ritardando la sua degradazione.
  • Aumenta la glicemia e puó portare a diabete surrenale. Il cortisolo ha un certo effetto anti-insulina (aumenta la resistenza all’insulina) su molti tessuti periferici. Ovvero, impedisce l’uptake di glucosio da parte delle cellule di molti tessuti. Cosa che, insieme all’aumento della sintesi di glucosio e alla modesta riduzione dell’utilizzo del glucosio nelle cellule, contribuisce a che i livelli di glucosio nel sangue si mantengano elevati. Questo processo, se supera la normale glicemia del 50% o più, è chiamato diabete surrenale, che ha molte somiglianze con il diabete “classico”. Nel diabete surrenale, peró, l’assunzione di insulina riduce solo moderatamente la glicemia.

Ma l’azione dell’ormone dello stress si estende anche al metabolismo intermedio delle proteine e dei grassi.

Effetto brucia-grassi

  • Ha un effetto lipolitico. In modo simile alla mobilizzazione degli aminoacidi dai muscoli, il cortisolo stimola la mobilizzazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo equindi la riduzione delle riserve di grasso nel tessuto adiposo

Lo stress peggiora la qualitá dei muscoli

  • Degrada le proteine muscolari. Il cortisolo e gli altri ormoni glucocorticoidi sono ormoni catabolici, ovvero favoriscono la degradazione delle proteine. Con alti livelli di stress si produce una mobilitazione degli aminoacidi che vengono liberati dopo degradazione di muscoli, pelle, ossa e tessuto connettivo. Ció aumenta la loro disponibilità nel sangue. Molti di questi aminoacidi circolanti entrano poi nella cellula epatica e sono usati come substrato per la gluconeogenesi.
  • Blocca la crescita dei muscoli e li debilita. Il cortisolo limita l’assorbimento di aminoacidi nelle cellule muscolari e inibisce la sintesi proteica. Se c’è troppo cortisolo, il muscolo può diventare così debole da non riuscire a stare in piedi.
  • Riduce la disponibilitá delle proteine anche in altre ​​cellule. Sembra che il cortisolo produca questi effetti in tutte le cellule extraepatiche. La diminuzione dell’assorbimento di aminoacidi, il blocco della sintesi proteica e l’aumento del catabolismo e mobilitazione verso il fegato é generalizzato. diminuendo così la deposizione di proteine ​​nei tessuti.
  • Aumenta gli aminoacidi circolanti e nelle cellule del fegato. L’aumentata disponibilitá di aminoacidi nel fegato fa sí che ci sia un aumento della sintesi proteica da parte del fegato, aumento della formazione di proteine ​​plasmatiche, aumento della conversione degli aminoacidi in glucosio (aumento della neoglicogenesi)
Altri effetti metabolici del cortisolo
  • Ha attività immunosoppressiva. Se c’è troppo cortisolo circolante, le funzioni linfocitarie possono essere ridotte a una piccola frazione del normale.
  • Il cortisolo ha anche la capacità di ridurre drasticamente le manifestazioni dell’infiammazione. Ciò è dovuto ai notevoli effetti di tutti i glucocorticoidi sulla concentrazione, distribuzione e funzione dei leucociti periferici, azione utilizzata anche a scopo farmaceutico. Dopo una singola dose di un glucocorticoide a breve durata d’azione, la concentrazione di neutrofili aumenta, mentre i linfociti, i monociti, gli eosinofili e i basofili nella circolazione diminuiscono. La capacità di queste cellule di rispondere agli antigeni e ai mitogeni diminuisce. Le modifiche sono al massimo a 6 ore e scompaiono in 24 ore.
  • Potenzia l’effetto di altri ormoni catabolici. Il cortisolo e gli altri glucocorticoidi hanno un effetto permissivo su altri ormoni, potenziandone l’attivitá. Per esempio, facilitano gli effetti termogenici e catabolici delle catecolamine e degli ormoni tiroidei. Inoltre facilitano l’effetto vasopressore delle catecolamine.

Se da un lato, durante uno stress acuto, il cortisolo facilita il dimagrimento, si comporta da antinfiammatorio naturale e fa rilasciare glucosio dai muscoli, in caso di stress cronico sia psichico sia fisico, il cortisolo ha invece un ruolo di primo piano nell’aumento di peso.

Mettersi a dieta fa ingrassare?

C’é anche da sottolineare che sottoporsi a un regime alimentare troppo ferreo e restrittivo é uno dei fattori stressogeni che possono portare a un aumento dei livelli di cortisolo . Per cui, una dieta drasticamente ipocalorica e il digiuno prolungato possono favorire un aumento dei livelli di cortisolo e sortire effetti opposti a quelli desiderati

 

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