Il periodo delle feste natalizie ci ha dato l’opportunità di stare piú tempo a tavola. Ora é tempo di mantenere quanto appreso, imparare a fermarci e osservare i nostri comportamenti automatici a tavola, di espandere lo spazio della coscienza verso ciò che realmente ci nutre in questi momenti di festa e ritrovo e di recuperare l’aspetto ritualistico del mangiare e dell’alimentazione sensoriale.

In questo post riassumo le riflessioni scaturite nel corso del programma radiofonico “Con consapevolezza a tavola” a cui partecipai poche settimane fa, programma , ​​diretto da Cris Bolívar dell’Essential Institute e condotto da Lorelis Cova dedicato allo sviluppo personale, la saggezza e la riconciliazione con la propria essenza.

In particolare l’ultima sezione del programma – SaggiaMente a tavola: la chiamata all’azione – proponeva 3 semplici azioni consapevoli da compiere a tavola. Il motto di questo spazio fu “Fermati e osserva”:

  1. Prima di mangiare: fai attenzione e goditi ciò che “condisce” in modo invisibile i tuoi pasti e che ti nutre, oltre i bisogni fisiologici del tuo corpo. Ad esempio, approfitta delle mangiate natalizie per prendere coscienza e onorare la bellezza della tavola imbandita, i profumi che emana, il tempo e le attenzioni che lo/a “chef” di turno ha dedicato per preparare il cibo, l’amore in ogni piatto e l’importanza di condividere il rituale della tavola con i tuoi cari.
  2. Per un minuto, all’inizio di ciascun pasto: fai attenzione ai sapori degli alimenti, a come si mescolano tra loro, la loro consistenza, come diventano quasi liquidi in bocca se mastichi bene…
  3. Alla fine di ogni portata, prima di scegliere se ripetere o smettere di mangiare: presta attenzione a come si sente il tuo corpo, se senti pesantezza o leggerezza, energia o sopore, e quanto è pieno lo stomaco.

Con un pizzico in piú di consapevolezza a tavola forse ti sorprenderai a mangiar meno!

 

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Scarica il podcast del programma al LINK (occhio, é in lingua spagnola ;))

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Lo scorso 28 settembre 2018 partecipai al I Incontro Internazionale di Essential Coaching  con un intervento intitolato “Chi si siede a tavola? Lo sguardo rivolto all’essenzialitá nella relazione con il cibo” (video sottotitolato in italiano disponibile sul mio canale Youtube).

Accettai con piacere l’invito di Cris Bolivar – creatrice e direttrice dell’Essential Institute – motivata a condividere come l’incontro con l’Essential Coaching abbia catalizzato in me un cambiamento di paradigma che era giá in incubazione da tempo: il viraggio verso un approccio all’alimentazione più profondo, indagatore e rivelatore rispetto ai modelli tradizionali di intervento, come ad esempio la consulenza nutrizionale basata sulla prescrizione dietetica (intervento di livello 1 conduttuale- comportamentale, descritto a seguito).

In questo post condivido le riflessioni emerse durante la mia presentazione in occasione dell’incontro.

L’alimentazione è un aspetto fondamentale della vita e per la vita. Un aspetto altrettanto ricco di informazioni e sentieri che, una volta ripercorsi, possono essere di grande aiuto per accrescere la conoscenza di sé. Ci accompagna durante la vita dal momento 0 (con il primo allattamento da neonati) e incluso da ancor prima (nutrizione intrauterina) e non possiamo sfuggire a questo aspetto della vita nemmeno nei giorni di digiuno.

Il nostro modo di alimentarci – ciò che io chiamo la propria Biografia Alimentare – ha molto da raccontarci su noi stessi. Ci parla di come ci trattiamo, di come ci prendiamo cura di noi stessi o di come ci trascuriamo, di ciò che ci permettiamo e ciò che non ci permettiamo di essere. Di ciò di cui abbiamo paura e di ciò di cui abbiamo fame davvero.

Da ciò nasce l’importanza e la ricchezza di approcciarci al nostro rapporto col cibo attraverso uno sguardo profondo, integrativo, “agitatore della propria coscienza di sé” e pertanto rivelatore di aspetti occulti, come quello proposto dall’Essential Coaching.

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